Vigneti in autunno sui versanti della media valle d'Aosta, tra frazioni e prati, con le montagne sullo sfondo
Vigneti della media valle, tra Pontey e Fénis, lato Chambave — foto: Patafisik · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Pensate alla Valle d'Aosta e probabilmente vi vengono in mente neve, castelli e Fontina. Il vino arriva dopo, e invece qui ha una storia lunga e un carattere tutto suo. Nus, poi, ha una fortuna rara: il nome del paese sta sull'etichetta. Se soggiornate da queste parti, vale la pena conoscere le sue due bottiglie, capire da dove arrivano e sapere con cosa portarle in tavola.

Un paese, una sottozona della DOC

La denominazione Valle d'Aosta DOC nasce nel 1971 e riunisce sotto un unico nome tanti vini diversi, divisi per vitigni e per sottozone. Tra queste ci sono Donnas, Arnad-Montjovet, Chambave, Torrette, Enfer d'Arvier, Blanc de Morgex et de La Salle e, appunto, Nus. Vuol dire che i vini che portano questo nome devono nascere qui, nei vigneti attorno al paese e nei comuni vicini della media valle, seguendo regole precise su uve e affinamento.

Le tipologie da ricordare sono due: il Nus Rouge, che nel disciplinare compare semplicemente come Nus, e il Nus Malvoisie. Sono molto diversi tra loro, ed è proprio questo il bello di assaggiarli insieme.

Nus Rouge, il rosso del Vien de Nus

Il protagonista è il Vien de Nus, un vitigno autoctono a bacca rossa quasi scomparso fuori dalla regione. Nel Nus Rouge lavora insieme al Petit Rouge, un altro vitigno rosso tipico della valle, a cui possono aggiungersi altre varietà autorizzate. Il risultato è un rosso secco, di colore rubino, con profumi fruttati e una nota vegetale sul finale. In bocca è vellutato ed elegante, senza pesantezza.

Con questo vino arriva anche una storia che in paese conoscono tutti: la leggenda racconta che lo apprezzasse Ponzio Pilato, che secondo la tradizione avrebbe soggiornato al castello di Nus. Se vi incuriosisce, trovate tutto nel nostro articolo dedicato.

A tavola sta bene con le carni, la motsetta, i salumi locali, la Fontina e il pane nero. Due accorgimenti semplici: apritelo qualche ora prima e non servitelo freddo, l'ideale è sopra i 18 gradi.

Nus Malvoisie, il bianco dorato

Il nome può trarre in inganno. Malvoisie non è la Malvasia che forse conoscete: qui si chiama così il Pinot grigio, nella selezione coltivata a Nus. Nel bicchiere ha un giallo dorato con riflessi ambrati e un profumo molto intenso, che si fa notare già prima del primo sorso. Si abbina ad antipasti, primi piatti e carni bianche.

La versione più particolare è il Nus Malvoisie Flétri, ottenuto da uve lasciate appassire. Flétri, in francese, significa proprio appassito: il vino diventa più concentrato e trova il suo posto a fine pasto, con la pasticceria secca. Se dovete scegliere una bottiglia da portare a casa come ricordo, è una bella candidata.

Vigneti di montagna, un lavoro di pazienza

Basta guardare i versanti per capire perché qui si parla di viticoltura eroica. I filari salgono su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, spesso con pendenze che lasciano poco spazio alle macchine, e gran parte del lavoro si fa ancora a mano. In cambio la montagna regala qualcosa di prezioso: le forti escursioni termiche nel periodo della maturazione aiutano le uve a conservare acidità e profumi.

Il momento più bello per guardarli è l'autunno, quando le foglie virano al giallo e al rosso e i versanti si accendono a macchie. Anche una semplice passeggiata tra le frazioni, o il tratto in auto verso Fénis, che dista appena 3 km, basta a farvi un'idea di questo paesaggio costruito pietra su pietra.

Come assaggiarli durante la vostra vacanza

Il modo più semplice è il più piacevole: cercate i vini di Nus nei ristoranti della zona, chiedete un calice di entrambi e confrontateli. In paese trovate negozi, supermercati e ristoranti, quindi potete anche comprare una bottiglia, unire pane nero, motsetta e Fontina e organizzare una cena senza pretese nella cucina attrezzata della vostra casa. A volte sono le serate migliori.

Consiglio pratico: se volete visitare un produttore, cercate sul sito ufficiale del turismo lovevda.it la sezione dedicata a enogastronomia e aziende del vino, e contattate prima l'azienda per sapere se e quando riceve visitatori. Durante la vendemmia il lavoro in vigna ha la precedenza.

Il vostro punto di partenza a Nus — Le Case Antiche

Cinque case indipendenti nel centro del paese, con cucina attrezzata: il posto giusto per stappare con calma quello che avete scoperto durante il giorno.