Il Castello di Verrès su un promontorio roccioso, con la valle e i vigneti terrazzati sullo sfondo
Castello di Verrès — foto: Crivellari Giulio · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Vedere tutti i castelli della Valle d'Aosta in un fine settimana è un'idea che dura fino al secondo cortile. Il nostro consiglio è il contrario: sceglietene pochi e guardateli bene. Nus aiuta, perché si trova a metà della valle centrale: se dividete l'itinerario in due giornate, una verso est e una verso ovest, non dovete mai rifare la stessa strada. Tutti questi castelli sono oggi di proprietà pubblica e diversi si visitano solo con guida, quindi conviene organizzarsi un minimo prima di partire.

Giornata verso est: Fénis, Issogne, Verrès

Si comincia dal vicinissimo Castello di Fénis, a 3 km da Nus: doppia cinta merlata, torri e il cortile con lo scalone semicircolare e il San Giorgio. Gli abbiamo dedicato un articolo a parte, quindi qui ci limitiamo a dire che è il più scenografico del gruppo e il modo giusto per iniziare.

Scendendo lungo la Dora arrivate a Issogne, che dentro è una sorpresa. Fu il priore Giorgio di Challant a promuovere molti lavori alla fine del Quattrocento. Nel cortile trovate la celebre fontana del melograno: una vasca ottagonale in pietra da cui si alza un albero in ferro battuto, con fogliame di quercia e piccoli draghi nascosti tra le fronde, probabile dono per le nozze di Filiberto di Challant nel 1502. Sotto il porticato, le lunette affrescate mostrano botteghe e scene di vita quotidiana, e sui muri restano i graffiti lasciati nei secoli da ospiti e servitori, in francese, latino e italiano. Molto si deve anche al pittore torinese Vittorio Avondo, che lo acquistò nel 1872, lo restaurò e nel 1907 lo donò allo Stato.

Quasi di fronte, sull'altra sponda, sorge Verrès, ed è l'esatto opposto: un cubo di pietra di circa trenta metri di lato, quasi privo di decorazioni, su un promontorio che domina il paese. Lo volle Ibleto di Challant, e un'iscrizione data i lavori al 1390. È considerato uno dei primi esempi di castello monoblocco. All'interno, non perdetevi il monumentale scalone ad archi rampanti che sale dal cortile. Il castello sta in alto, quindi mettete scarpe comode.

Giornata verso ovest: Sarre, Saint-Pierre, Aymavilles

Oltre Aosta il tono cambia: qui i castelli raccontano più la vita delle grandi famiglie che la guerra. Il Castello reale di Sarre fu acquistato nel 1869 da Vittorio Emanuele II, che lo ampliò e lo usò come residenza per la caccia. Umberto I lo decorò con trofei, e la Galleria dei Trofei, ornata di corna di stambecco, è l'immagine più curiosa della visita. Umberto II e Maria José lo usarono come residenza stagionale tra il 1935 e il 1946.

Il Castello di Saint-Pierre, a circa 25 km da Nus, è quello delle fiabe: arroccato su uno sperone, deve le quattro torrette del mastio al restauro di fine Ottocento voluto dal barone Bollati, che lo affidò all'architetto Camillo Boggio. Ospita il Museo regionale di scienze naturali Efisio Noussan, riaperto a novembre 2022 con un nuovo allestimento dopo una lunga chiusura: è una tappa adatta se viaggiate con bambini.

Chiude il giro il Castello di Aymavilles, riconoscibile dalle quattro torri cilindriche angolari fatte costruire da Amedeo di Challant all'inizio del Quattrocento. Convertito in residenza nel Settecento, ha riaperto al pubblico nel 2022 come museo, con collezioni ottocentesche e parte delle raccolte dell'Académie Saint-Anselme.

Come organizzarvi senza stancarvi

  • Massimo due visite interne al giorno. Dalla terza in poi i saloni iniziano a confondersi; gli altri castelli si possono ammirare da fuori.
  • Se dovete sceglierne tre: Fénis per la scenografia, Issogne per gli affreschi, Saint-Pierre per chi ha bambini.
  • Riservate una pausa ad Aosta nella giornata verso ovest: la città è sulla strada, a 12 km da Nus.

La sera, tornati a Nus, trovate ristoranti e negozi a portata di mano. Con cucina attrezzata e parcheggio gratuito, rientrare da una giornata di castelli è semplice: posate gli zaini e vi organizzate come preferite.

Consiglio pratico: visite guidate, turni e giorni di chiusura sono diversi da castello a castello e cambiano durante l'anno. Prima di fissare il programma, verificate le informazioni aggiornate su lovevda.it e sui canali ufficiali della Regione Valle d'Aosta, soprattutto per i periodi di maggiore affluenza.

A metà strada tra tutti i castelli — Le Case Antiche

Da Nus potete partire verso est o verso ovest senza cambiare base: la sera si torna sempre nella stessa casa.