Il Castello di Fénis con le torri e la cinta merlata sotto un cielo azzurro
Castello di Fénis — foto: Canary · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Arrivandoci la prima volta, il Castello di Fénis fa l'effetto di un disegno di castello fatto da un bambino: torri, merli, camminamenti, tutto al suo posto. È uno dei monumenti simbolo della Valle d'Aosta e ogni anno attira più di 80.000 visitatori. Per voi che soggiornate a Nus ha un vantaggio raro: sta a 3 km, cinque minuti d'auto. Potete sceglierlo per un mattino o per la fine di una giornata, senza alzarvi all'alba e senza fare chilometri di strada.

Due signori, due epoche di lavori

Il primo documento che nomina il castello è del 1242 e lo indica già tra i possessi dei Challant, la grande famiglia feudale della valle. La forma che vedete oggi nasce però un secolo dopo. Aimone di Challant eredita il feudo nel 1337 e dal 1340 avvia la prima campagna di lavori: a lui si devono la struttura pentagonale e la cinta esterna.

Il secondo capitolo lo scrive Bonifacio I di Challant, che eredita il castello nel 1387. Dal 1392 lo adatta agli standard della vita di corte: aggiunge il secondo piano e crea il cortile con lo scalone semicircolare. È in questo passaggio che Fénis diventa ciò che lo rende speciale, un luogo pensato per difendersi ma anche per farsi ammirare.

Cosa guardare durante la visita

Già dall'esterno prendetevi qualche minuto. Il corpo centrale pentagonale è circondato da una doppia cinta merlata scandita da torri, e girando intorno alle mura il castello cambia profilo a ogni passo. Dentro, il momento che tutti ricordano è il cortile:

  • Lo scalone semicircolare, che insieme alle balconate di legno è l'immagine più celebre del castello.
  • Il San Giorgio che uccide il drago, un affresco attribuito alla bottega di Giacomo Jaquerio.
  • Le pareti affrescate del cortile, in stile gotico internazionale, che valgono da sole la visita: fermatevi e guardatele con calma, senza inseguire il gruppo.

Quel cortile colpì così tanto Alfredo d'Andrade che lo usò come modello per la Rocca del Borgo Medievale di Torino, realizzata nel 1884. Se l'avete visitata, qui ritroverete l'originale.

Dal fienile al monumento

La parte che pochi raccontano è la decadenza. Dopo la morte di Bonifacio, nel 1426, comincia un lungo declino. Nel 1716 il castello viene venduto, passa di mano più volte e finisce per essere usato come casa colonica, stalla e fienile. A salvarlo è proprio d'Andrade, che per anni lavora alla sua acquisizione: nel 1895 il maniero viene ceduto allo Stato e iniziano i restauri, condotti tra il 1898 e il 1920 e ripresi dal 1935, con una seconda campagna che ne accentua l'aspetto medievale.

Durante i lavori degli anni Trenta viene allestito anche il museo dell'ammobiliamento valdostano. Una curiosità onesta: i mobili arrivano dal mercato antiquario e non tutti sono di origine valdostana. Vale la pena saperlo, perché ciò che vedete è in parte un racconto ricostruito del Medioevo, oltre che il Medioevo stesso. Oggi il castello è di proprietà della Regione.

Come organizzare la giornata

Il Castello di Fénis si visita solo con visita guidata, quindi non basta presentarsi e girare da soli: mettete in conto un po' di attesa, soprattutto nei periodi più affollati. Con i bambini è una visita che di solito funziona, perché il castello è esattamente come se lo immaginano. Poi, tornati a Nus, avete negozi, bar e ristoranti a portata di mano, oppure potete proseguire verso gli altri castelli della valle centrale. Se non avete l'auto, ci si muove bene anche con i mezzi pubblici oppure è possibile noleggiarne una.

Se avete tempo, abbinate la visita a una passeggiata intorno al castello nelle ore meno calde: nelle giornate limpide le mura si stagliano contro le montagne e le foto migliori si fanno proprio da fuori, senza fretta. Il resto del pomeriggio resta libero per Nus o per una tappa in più lungo la valle.

Consiglio pratico: giorni di apertura, turni di visita e modalità di ingresso cambiano con le stagioni e possono variare durante l'anno. Controllate sempre le informazioni aggiornate su lovevda.it o sui canali ufficiali della Regione Valle d'Aosta prima di mettervi in strada.

A cinque minuti dal castello — Le Case Antiche

Da Nus il Castello di Fénis è a due passi: una base comoda per vederlo con calma e tornare a casa senza fretta.